Difesa e valorizzazione del patrimonio forestale
14 Dicembre 2020
raccolta potature 2008

Con dispiacere dobbiamo informare quei numerosi viticoltori che apprezzavano il servizio e dovranno arrangiarsi o chiedere ai propri Municipi di organizzare la raccolta e smaltimento delle potature con oneri a carico della collettività molto maggiori.

Col noto cambio di proprietà della TCVVV, la nuova dirigenza ci ha infatti comunicato che “sono venute meno le condizioni per l’adesione di TCVVV al programma relativo alla “campagna potature”. Tra le diverse ragioni quello che ritengo sia la più importante riguarda l’ultima modifica al Testo Unico Ambientale entrato in vigore il 26 Settembre 2020 che ha rimesso gli sfalci e le potature all’interno della sfera dei rifiuti urbani. A tal proposito abbiamo anche appreso che la Città di Tirano si è organizzata con la società del territorio SECAM per procedere al relativo smaltimento come rifiuto urbano. L’attività della gestione dei rifiuti urbani è tassativamente esclusa dalle attività di TCVVV”.

Abbiamo già provveduto a comunicare la cessazione del servizio ai Comuni interessati al servizio di raccolta delle potature dei vigneti, servizio che avevamo avviato nel lontano 2003 e che stavamo organizzando anche quest'anno con la "campagna raccolta potature 2020/2021 (normalmente dopo la vendemmia e fino al 31 marzo dell'anno successivo).

La finalità di questa nostra iniziativa non era solo simbolica, concretamente riusciva ad evitare le bruciature delle potature dei vigneti per utilizzarle per la produzione di energia pulita, al pari della biomassa proveniente dalla cura dei nostri boschi, altra attività importante per l'Associazione. Era anche un modo di offrire ai viticoltori una valida, comoda e gratuita alternativa alle bruciature, con l'organizzazione di un servizio di raccolta presso numerose piazzuole vicine alle vigne dei Comuni interessati. Un'impresa boschiva incaricata del servizio di raccolta conferiva il prodotto alla centrale di Tirano della TCVVV  e il costo del trasporto fatturato dall'impresa boschiva veniva sostenuto in parte da TCVVV al prezzo della biomassa legnosa e in parte, tramite Ambiente Valtellina Onlus, che opera senza fini di lucro, dai Comuni interessati, con evidenti risparmi rispetto ad altre modalità di smaltimento.

E' un vero peccato perdere un lavoro costruito in tanti anni con il coinvolgimento del mondo agricolo, di Sindaci e Amministratori sensibili ai valori ambientali, col solo intento di fare, nel nostro piccolo, qualcosa di utile per il bene comune, con impegno e responsabilità nella convinzione che ognuno nel proprio ruolo  deve fare la sua parte. 

Nel nostro piccolo non risolvevamo certamente il "global warming" o "climate change" evitando di bruciare in vigna qualche migliaia di q.li di "svidisciun" (la raccolta, a secondo delle stagioni era di ca. 4/5.000 q.li - un anno anche 7.000), ma un po' meno di CO2, polveri sottili e cappa di fumo, anche antiestetica per il territorio con aspirazioni turistiche, sì.

Potature dei vigneti un rifiuto per Legge? Sarà, è una vecchia diatriba la classificazione delle potature, siamo convinti che le potature dei vigneti siano altra cosa rispetto agli sfalci e alle potature del verde pubblico, ma la secca comunicazione di TCVVV , benchè legittima di una nuova logica aziendale, ci sembra la conferma della volontà di troncare il via vai dei carichi di potature in conferimento, con relativa pesatura, cippatura e contabilità, insomma un “fastidio” da eliminare che non produceva utili alla società ma “solo” un atto di attenzione ai viticoltorl, al territorio e all’ambiente.